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05/04/2016

Forum Clodii e le meraviglie del piattello Panunzi

Può un solo oggetto portare con sé, per più di duemila anni, delle centrali testimonianze sull’evoluzione di una lingua e, quindi, di un’intera cultura?

Può farlo solo attraverso una singola scritta riportata sul suo fianco?

Sì, a giudicare dalla splendida conferenza condotta dal professor Gianfranco Paci (cattedratico di Epigrafia e Storia Romana presso le Università di Macerata, Trento e Parigi) di fronte ai soci di Forum Clodii lo scorso sabato. Il professor Paci ha incantato l’uditorio con l’esposizione di un’analisi approfondita del “Piattello Panunzi” (datato fine IV-metà III secolo a.C.), reperto proveniente dalla collezione di Bruno Panunzi, una delle figure più importanti della storia della nostra associazione, e studiato da Lidio Gasperini, eminente epigrafista di fama internazionale e presidente dell’associazione fino alla sua scomparsa, le cui ricerche sono state alla base dell’intervento del professor Paci. Già questo servirebbe a rendere l’importanza dell’oggetto dell’incontro, parte integrante del bagaglio di memorie dell’associazione. C’è però molto di più in ballo.

Il piattello è uno degli strumenti di uso quotidiano più diffusi fra i reperti dell’età in questione; la conferenza del professor Paci ha tuttavia messo in luce i suoi molteplici utilizzi: le scritte riportate su di esso avevano anche un valore educativo, essendo veri e propri tentativi di alfabetizzare i più giovani attraverso il loro manipolare quotidianamente un oggetto di uso comune, in un’epoca nella quale l’istruzione era riservata soltanto a delle élites.

Ebbene, le scritte su questo piattello hanno delle caratteristiche estremamente importanti, e testimoniano lo splendido e significativo incontro fra le tre più importanti culture dell’Italia antica: le lettere sono quelle dell’alfabeto greco, la lingua è il latino, la zona d’origine etrusca. Secondo elemento d’interesse.

Il terzo è ancora più affascinante, perché il latino che possiamo leggere sulla sua superficie è di uno stadio estremamente arcaico. Ne risente la stessa lettura delle singole lettere. Alcune pronunce rimangono quasi “incomprensibili” all’orecchio moderno. Ogni parola porta il lettore in un altro mondo. Allora sì: la lettura del testo permette di apprendere una storia inedita e meravigliosa, ricca di spunti di riflessione sull’evoluzione della cultura di un intero popolo. La Storia letteralmente sotto i tuoi occhi. Ed è “magia”.

Riflettendo sul grande valore del pomeriggio, l’associazione ringrazia il professor Paci per l’intervento e le splendide ore passate assieme e tutti i nostri graditissimi ospiti e da appuntamento per i suoi prossimi eventi.






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